Esami

Ginecologia e Ostetricia

Utero Utero, annessi, monitoraggio follicolare. L'esame può essere effettuato per via sovrapubica, con impiego di sonda endovaginale o con entrambe le modalità, secondo le indicazioni del medico specialista. Nel primo caso è necessario il riempimento vescicale, con le modalità sopra descritte per lo studio dell’addome inferiore; lo studio endovaginale viene effettuato con sonda dedicata, a vescica vuota.



Screening del 1°, 2° e 3° trimestre, ecografia morfologica, flussimetria materno-fetale, rappresentazione tridimensionale (3D e 4D).

Ecografía 3d

Le informazioni sottostanti sono riportate dalla Società Italiana di Ecografia Ostetrico-Ginecologica (SIEOG), pubblicate sulla Rivista SIEOG News, vol.4°, n.1, 2005.

Gli ultrasuoni sono utilizzati in Ostetricia da oltre 30 anni e non sono stati evidenziati effetti dannosi, anche a lungo termine, sul feto. Perciò ad oggi l’utilizzo diagnostico dell’ecografia è ritenuto non rischioso.

Gli esami ecografici consigliati durante una gravidanza fisiologica sono tre (Ministero della Sanità: Decreto Legge del 20/09/1998); tranne in casi particolari, l’esecuzione di ulteriori esami ecografici non comporta alcun vantaggio. Quali sono le finalità di questi tre esami?

  1. Ecografia del primo trimestre: può essere eseguita con una sonda posta sull’addome materno (ecografia trans- addominale) o introducendo una sonda in vagina (ecografia trans-vaginale). Quest’ultima tecnica non è dolorosa e consente, soprattutto nelle prime settimane di gravidanza, di visualizzare meglio l’embrione senza arrecare alcun danno. Finalità dell’esame:
    • Identificare e valutare la presenza ed il numero dei feti/embrioni.
    • Misurare le dimensioni del feto/embrione per valutare l’epoca di gravidanza.
    • Vedere il battito cardiaco.
    • Identificare anomalie di sede della gravidanza.
  2. Ecografia di screening del secondo trimestre (tra 19 e 21 settimane). Eseguita per via trans-addominale. Finalità dell’esame:
    • Determinare il numero e le dimensioni dei feti, visualizzare alcuni organi ed apparati, controllare il liquido amniotico e la localizzazione della placenta.
    • Identificare eventuali malformazioni in percentuali variabili a seconda degli organi con una sensibilità di circa il 50%.
  3. Ecografia di screening del terzo trimestre (tra 32 e 34 settimane). Finalità dell’esame:
    • Verificare l’accrescimento fetale.
    • Visualizzare alcuni organi ed apparati del feto.
    • Controllare il liquido amniotico e la localizzazione della placenta.

Difficoltà e limiti dell’esame

L’ecografia ostetrica è un esame complesso perché il feto è di piccole dimensioni e spesso in movimento. Anche certe condizioni materne (obesità, fibromi uterini, cicatrici) o intra-uterine (posizione del feto, quantità del liquido amniotico, ecc.) possono ostacolare l’esame ecografico, allungarne i tempi di esecuzione o richiedere la ripetizione dell’esame. L’ecografia permette di vedere alterazioni degli organi (malformazioni). Tuttavia, pur nelle migliori condizioni operative, alcune malformazioni, anche gravi, sono difficili o impossibili da identificare prima della nascita.

Tramite la misurazione del feto l’ecografia consente di riconoscere alterazioni della crescita, sia in difetto che in eccesso, anche se non con un elevato grado di precisione.

Si eseguono visite ginecologiche ed ostetriche, Pap-test, Hpv-test e tamponi vaginali, isterosonografia, isteroscopia  diagnostica ed Office.

Isterosonografia

E' una tecnica che si esegue sotto controllo ecografico andando ad iniettare  in cavità uterina un mezzo di contrasto che la distende e fornisce un contrasto artificiale che permette una ottimale visualizzazione dell'endometrio e delle eventuali anomalie endocavitarie.

L'esame inizia con un'ecografia transvaginale che esplora endometrio, miometrio ed annessi, successivamente, dopo aver posizionati uno speculum si introduce un catetere svuotato dell'aria e connessi a una siringa con dentro il contrasto. Si rimuove lo speculum, e si inietta il liquido sotto controllo ecografico.

Il contrasto distende la cavità e permette lo studio "ecoscopico" dell'endometrio.

Le indicazioni sono rappresentate dal sospetto Ecografico di anomalia endometriale come un polipo, un ispessimento, un fibroma. Le metrorragie nel pre- e nel post- menopausa. I problemi di infertilità di origine uterina ( malformazioni, sinechie).

L’isteroscopia è una tecnica endoscopicadiagnostico-terapeutica, che permette di visualizzare direttamente lavagina, il collo dell'utero, il canale cervicale, la cavità uterina e gli orifizi tubarici.

L'esame viene effettuato con un isteroscopio, sottile strumento metallico del diametro di circa 4-5 mm, che per mezzo di un flusso continuo di "acqua" ( soluzione fisiologica sterile) distende la cavità uterina permettendone la diretta visione.

Viene effettuata a paziente sveglia, senza speculum né pinza da collo, con un isteroscopio che tramite un canale operativo permette l'inserimento di piccoli strumenti tipo pinze o forbici  che consentono l'immediato trattamento e risoluzione del caso (Office Hysteroscopy-See and Treat: Vedi e Tratta).

Il vantaggio di questa tecnica e' quella di offrire non solo la visualizzazione diretta della cavità uterina ma anche di permettere il trattamento di molteplici patologie intrauterine durante la medesima fase diagnostica.

Le indicazioni all'esecuzione dell'isteroscopia sono:

  • Sanguinamneto uterino anomalo ( metrorragia, menometrorragia, spotting)
  • Malformazione uterina
  • Lost IUD
  • Sterilità ed infertilità
  • Controllo dell'endometrio in pazienti in trattamento con tamoxifene
  • Precisazione Ecografica ( sospetto di polipo endometriale e/o endocervicale, sospetta iperplasia endometriale, estensione intracavitaria miomi)

L’isteroscopia

L’isteroscopia è una tecnica endoscopicadiagnostico-terapeutica, che permette di visualizzare direttamente lavagina, il collo dell'utero, il canale cervicale, la cavità uterina e gli orifizi tubarici.

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Il diametro ridotto e il profilo ovale permettono un'introduzione atraumatica nel canale cervicale e in cavità uterina. Presentano un canale operativo integrato per l'impiego di strumenti chirurgici semirigidi da 5 Charr e 34 cm di lunghezza

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